Stress e infiammazione gengivale: c'è una connessione?
Cosa dicono le fonti scientifiche ufficiali sul legame tra stress cronico, sistema immunitario e salute delle gengive: meccanismi ipotizzati, effetti sulle abitudini quotidiane e i limiti di quanto si sa oggi.
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica causata dall'accumulo di batteri nella placca dentale, ma la sua gravità e velocità di progressione sono condizionate anche da alcuni fattori di rischio: tra questi la letteratura considera anche lo stress [1][3][4]. Non si tratta quindi di una causa diretta — la placca batterica resta il fattore scatenante — ma di un elemento che può influenzarne l'andamento [1].
Attraverso quali strade lo stress può interferire con la salute delle gengive? È un tema su cui le fonti disponibili indicano meccanismi plausibili più che relazioni causa-effetto nette, ed è utile guardarlo con la stessa cautela.
Che cos'è lo stress
Con il termine stress si intende ogni sollecitazione di natura fisica o psichica capace di condizionare l'organismo con effetti dannosi, una condizione sempre più diffusa nei ritmi di vita attuali [1]. Si tratta di una risposta psicofisica a richieste che la persona percepisce come eccessive in un dato momento: se lo stimolo è isolato o di breve durata si parla di "stress acuto", mentre se la fonte di stress persiste nel tempo si parla di "stress cronico" [2]. È soprattutto quest'ultimo a essere chiamato in causa per la salute gengivale [1]. Sia l'AAP sia l'EFP includono lo stress tra i fattori di rischio della parodontite [3][4].
I meccanismi ipotizzati: sistema immunitario e microbiota
Il primo meccanismo riguarda le difese immunitarie: lo stress mentale ed emotivo può indebolire il sistema immunitario e ridurre la resistenza delle gengive nei confronti dei batteri nocivi, e chi ha un sistema immunitario indebolito può essere più suscettibile alla malattia gengivale [4]. Nello stesso senso, secondo l'AAP la ricerca dimostra che lo stress può rendere più difficile per l'organismo combattere le infezioni, comprese quelle parodontali [3]. Più nel dettaglio, lo stress cronico può ridurre le difese immunitarie e facilitare la produzione di sostanze come radicali liberi e citochine, capaci di aumentare l'azione infiammatoria già innescata dai batteri [1]; se protratto nel tempo, può inoltre alterare il numero e il tipo di globuli bianchi e la quantità di sostanze difensive come interferoni e citochine, compromettendo la capacità generale di difesa dell'organismo [2]. È stato inoltre osservato che uno stress prolungato o molto intenso altera la composizione della popolazione microbica naturale a sfavore della flora batterica protettiva, un fenomeno che nel cavo orale influenza direttamente la probabilità di sviluppare gengivite, parodontite e patologia perimplantare [2].
Il ruolo indiretto: quando lo stress cambia le abitudini quotidiane
Oltre agli effetti diretti sul sistema immunitario, lo stress può agire sulle gengive anche in modo indiretto, condizionando negativamente l'attenzione che una persona dedica alla propria salute [1]. Chi vive periodi di stress o depressione tende infatti a dedicare meno tempo alla propria igiene orale quotidiana [4], e può inoltre:
- aumentare il numero di sigarette fumate [2]
- ridurre l'attenzione alle corrette manovre di igiene orale domiciliare [2]
- aumentare il consumo di alcolici [1]
- perdere ore di sonno [1]
- saltare le sedute periodiche di igiene e profilassi professionale, anche per isolamento sociale [2]
Sono tutti comportamenti che, in modo diretto o indiretto, tendono a incidere sull'infiammazione aumentando la suscettibilità alla parodontite [1]. A conferma di questo legame, studi condotti in periodi di forte stress collettivo — conflitti bellici, terremoti, tsunami, e anche il periodo di lockdown — hanno osservato un possibile aggravamento della malattia parodontale, con aumento di sanguinamento e mobilità dentale [2].
Un rapporto che sembra andare in due direzioni
Le fonti considerano anche il percorso inverso: nei casi di parodontite grave il paziente può perdere fiducia nelle proprie risorse, mentre affidarsi alle figure professionali per tenere sotto controllo infezione e mobilità dentale può favorire un recupero di fiducia e benessere, con una possibile riduzione dello stress legato agli effetti diretti e indiretti sulle gengive [2]. È stato inoltre valutato che la sola terapia non chirurgica è in grado di modificare i parametri di qualità di vita del soggetto [2].
Cosa fare in pratica
Poiché lo stress è di difficile gestione, nella prevenzione della parodontite può essere utile includere anche un'attenzione ai propri livelli di stress, attraverso una buona gestione del tempo, uno stile di vita equilibrato e spazio dedicato al riposo [1]. Sul fronte gengivale, i consigli restano quelli di base: lavare i denti almeno due volte al giorno, meglio con uno spazzolino elettrico, non trascurare lo scovolino interdentale, e recarsi dal dentista almeno una o due volte l'anno per un controllo con sondaggio parodontale, sottoponendosi se necessario a sedute di igiene professionale [1]. Vale la pena parlarne con uno specialista per valutare la propria situazione individuale.
Fonti
- SIdP – Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, Gengive.org, "Stress e parodontite sono correlati?" — https://www.gengive.org/2018/04/19/stress-e-parodontite-sono-correlati/
- SIdP – Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, Gengive.org, "Parodontite e stress: che relazione esiste?" — https://www.gengive.org/2020/12/14/ansia-stress-e-ansia-di-perdere-i-denti/
- AAP – American Academy of Periodontology, "Gum Disease Risk Factors" — https://www.perio.org/for-patients/gum-disease-information/gum-disease-risk-factors/
- EFP – European Federation of Periodontology, "FAQs" — https://www.efp.org/for-patients/gum-diseases/faqs/