Salute gengivale e rischio cardiovascolare
La ricerca scientifica pubblicata da SIdP, EFP e AAP mostra un'associazione tra parodontite e rischio di malattie cardiovascolari, spiegandone i possibili meccanismi infiammatori e le implicazioni per chi soffre di entrambe le condizioni.
La parodontite è una malattia infiammatoria causata da un'infezione batterica a carico dei tessuti che circondano i denti [1]. Non riguarda soltanto la salute del cavo orale: la ricerca scientifica ha messo in luce un'associazione tra questa condizione e diverse malattie cardiovascolari [1][2][3].
Secondo il report di consenso elaborato dalla European Federation of Periodontology (EFP) insieme alla World Heart Federation, esiste una solida evidenza epidemiologica che la parodontite aumenti il rischio di sviluppare in futuro una malattia cardiovascolare aterosclerotica [2]. Anche l'American Academy of Periodontology (AAP) conferma che diversi studi hanno mostrato un legame tra malattia parodontale e rischio di malattie cardiache, pur precisando che un rapporto di causa-effetto non è stato dimostrato in modo definitivo [3].
Cosa dice la ricerca sull'associazione
Il report EFP-World Heart Federation indica che la parodontite grave è associata in modo indipendente e significativo alle malattie cardiovascolari da tutte le cause e alla mortalità cardiovascolare in diverse popolazioni [2]. Ai pazienti con parodontite viene inoltre segnalato un rischio più elevato di andare incontro a malattie cardiovascolari, tra cui infarto del miocardio e ictus [2]. Anche secondo Gengive.org, chi è affetto da malattia parodontale corre un rischio elevato di sviluppare malattie cardiovascolari [1]. L'AAP sottolinea che la malattia parodontale può inoltre aggravare condizioni cardiache già presenti [3].
I meccanismi ipotizzati
I meccanismi proposti per spiegare questa associazione includono la batteriemia e le conseguenti reazioni infiammatorie sistemiche, tra cui l'aumento della proteina C reattiva e lo stress ossidativo [2]. In pratica, i batteri presenti nelle gengive infiammate possono entrare nel circolo ematico e agire come fattori aggravanti di alcune malattie cardiache, come le malattie coronariche o le endocarditi infettive [1]. L'infiammazione legata alla malattia parodontale porta inoltre alla produzione di molecole che, viaggiando attraverso il sistema circolatorio, possono innescare meccanismi infiammatori capaci di propagarsi in tutto l'organismo [1]. Anche l'AAP osserva che gli scienziati ritengono che l'infiammazione causata dalla malattia parodontale possa essere responsabile di questa associazione [3].
Parodontite, pressione arteriosa e fattori di rischio condivisi
Una ricerca pubblicata sulla rivista Hypertension e citata da Gengive.org, condotta su oltre 3.600 persone con ipertensione (tra cui alcune con diagnosi di parodontite), ha rilevato che mantenere le gengive in salute protegge dall'ipertensione e aiuta chi ne soffre a gestire meglio il proprio disturbo, migliorando anche l'efficacia dei farmaci antipertensivi [1]. Le persone con gengive sane ma pressione alta presentano valori pressori più bassi rispetto a chi è affetto sia da parodontite sia da ipertensione, e nei soggetti con entrambe le condizioni i farmaci antipertensivi risultano meno efficaci, con una pressione media di 3 unità più alta rispetto a chi è iperteso ma ha le gengive sane [1]. Chi soffre di parodontite ed è iperteso ha inoltre il 20% di possibilità in meno di raggiungere valori pressori ottimali nonostante la terapia farmacologica [1]. Coerentemente, l'EFP raccomanda ai pazienti con parodontite di gestire attivamente i fattori di rischio cardiovascolare, tra cui fumo, sedentarietà, sovrappeso, pressione arteriosa e una dieta ricca di grassi saturi e zuccheri raffinati [2].
Le indicazioni per chi ha entrambe le condizioni
I pazienti che presentano sia parodontite sia una malattia cardiovascolare dovrebbero essere informati che possono avere un rischio più alto di successive complicanze cardiovascolari, ed è quindi importante che seguano i protocolli dentali raccomandati di prevenzione, trattamento e mantenimento [2]. L'AAP segnala inoltre che i pazienti a rischio di endocardite infettiva possono richiedere una copertura antibiotica prima di alcune procedure odontoiatriche, una valutazione che periodontista e cardiologo definiscono insieme [3]. Secondo Gengive.org, controllare le infiammazioni gengivali è tra i primi passi utili per ridurre e mantenere sotto controllo la pressione sanguigna, e il controllo non chirurgico dell'infiammazione parodontale è indicato per tutti i pazienti affetti da parodontite, con un beneficio che si riflette anche sulla salute generale [1].
Alla luce di queste evidenze, vale la pena parlarne con uno specialista, soprattutto per chi presenta già fattori di rischio cardiovascolare o una diagnosi di malattia cardiaca.
Fonti
- SIdP – Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, Gengive.org, "Parodontite e malattie cardiache: avere denti sani fa bene al cuore e alle arterie" — https://www.gengive.org/2018/09/20/il-sorriso-fa-bene-al-cuore/
- EFP – European Federation of Periodontology, "Consensus report on periodontitis and cardiovascular diseases provides recommendations for dentists, doctors, and patients" — https://www.efp.org/news-events/news/consensus-report-on-periodontitis-and-cardiovascular-diseases-provides-recommendations-for-dentists-doctors-and-patients-30401/
- AAP – American Academy of Periodontology, "Gum Disease and Other Diseases" — https://www.perio.org/for-patients/gum-disease-information/gum-disease-and-other-diseases/