Fattori di rischio della parodontite: cosa possiamo controllare
Genetica, età, fumo, stress e diabete: una panoramica dei principali fattori di rischio della parodontite, distinguendo quelli non modificabili da quelli su cui è possibile intervenire.
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica provocata dalla reazione dell'organismo ai batteri che si accumulano nel cavo orale sotto forma di placca e tartaro; in Italia riguarda circa un adulto su tre, con forme estese stimate in 8 milioni di persone [1]. La componente batterica, pur avendo un ruolo primario, non è l'unico elemento in gioco: la suscettibilità individuale, gli stili di vita (fumo, stress, dieta, sovrappeso) e alcune condizioni di salute generale, come il diabete, concorrono a modulare come la malattia si sviluppa e progredisce [1].
Un fattore di rischio è qualsiasi condizione, caratteristica, comportamento o esposizione che si associa a una determinata malattia e che, se presente, aumenta la probabilità di svilupparla o di vederla peggiorare [2]. Alcuni fattori di rischio della parodontite possono essere modificati, come il fumo o il livello di igiene orale; altri, come i fattori genetici, non possono essere modificati [2]. Ecco una panoramica dei principali fattori noti, distinguendo tra ciò che non dipende da noi e ciò su cui possiamo intervenire.
I fattori non modificabili: età e genetica
Tra i fattori di rischio non modificabili rientra l'età: gli studi indicano che le persone più anziane presentano i tassi più elevati di malattia parodontale [3]. Anche la componente genetica gioca un ruolo: alcune persone possono essere geneticamente più suscettibili alla malattia gengivale e, nonostante un'igiene orale domiciliare scrupolosa, possono avere una maggiore probabilità di sviluppare parodontite [3].
La parodontite non è, di per sé, una malattia ereditaria, ma la presenza di altri casi in famiglia può giocare un ruolo importante nella predisposizione individuale: esistono infatti soggetti più predisposti, che sviluppano la malattia anche in presenza di poca placca batterica, e soggetti meno predisposti, che restano sani nonostante l'accumulo di placca [4]. Questa diversa suscettibilità è legata alla capacità di difesa individuale e al tipo di risposta infiammatoria, e in letteratura sono stati associati alla malattia alcuni polimorfismi genici, tra cui IL-1A, IL-1B, IL-1RN, IL-10, IL-6 e COX2 [5].
I fattori modificabili: comportamenti e salute generale
Diversi fattori modificabili sono stati associati allo sviluppo e alla progressione della parodontite:
- il fumo, considerato uno dei fattori di rischio più significativi per l'insorgenza e la progressione della malattia [3]
- lo stress, che può rendere più difficile per l'organismo contrastare le infezioni, comprese quelle parodontali [3]
- un'alimentazione povera di nutrienti importanti, che può compromettere il sistema immunitario, e il sovrappeso/obesità, che secondo alcune ricerche può aumentare il rischio di malattia parodontale [3]
- il diabete di tipo 2, che rende più soggetti a sviluppare parodontite [6]
- alcuni farmaci, come contraccettivi orali, antidepressivi e alcuni farmaci per il cuore, che possono influire sulla salute orale [3]
- il digrignamento o serramento dei denti, che può accelerare la distruzione dei tessuti di sostegno del dente [3]
Anche altre malattie sistemiche che interferiscono con la risposta infiammatoria dell'organismo, come le malattie cardiovascolari e l'artrite reumatoide, sono state collegate alla parodontite [3]. Va inoltre ricordato che fumo, alimentazione scorretta e stress sono comportamenti che possono essere corretti, contribuendo così a ridurre il rischio complessivo di malattia gengivale [6].
Perché conoscere i propri fattori di rischio
Poiché la parodontite nasce dall'interazione di più fattori, è utile che il dentista raccolga informazioni accurate sullo stato di salute generale del paziente e dei suoi familiari, così da individuare per tempo gli elementi che potrebbero predisporre alla malattia e impostare un percorso di prevenzione personalizzato [4]. In presenza di familiarità per la parodontite, è consigliabile seguire una scrupolosa igiene orale domiciliare, mantenere uno stile di vita sano e aderire a un programma di controlli e mantenimento della salute parodontale [4]. Vale la pena parlarne con uno specialista per capire quali fattori di rischio riguardano la propria situazione personale.
Fonti
- SIdP – Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, Gengive.org, "Parodontite: sintomi, segni e cause" — https://www.gengive.org/2017/02/26/parodontite-sintomi/
- SIdP – Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, Gengive.org, "Fattori di rischio" (Glossario) — https://www.gengive.org/glossario/fattori-di-rischio/
- AAP – American Academy of Periodontology, "Gum Disease Risk Factors" — https://www.perio.org/for-patients/gum-disease-information/gum-disease-risk-factors/
- SIdP – Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, Gengive.org, "La parodontite è genetica?" — https://www.gengive.org/2018/01/08/parodontite-ed-ereditarieta/
- SIdP – Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, Gengive.org, "La malattia parodontale si può ereditare?" — https://www.gengive.org/2017/04/20/la-malattia-parodontale-si-puo-ereditare/
- EFP – European Federation of Periodontology, "Gum diseases explained" — https://www.efp.org/for-patients/gum-diseases/gum-diseases-explained/